Ogni anno, con l’arrivo di agosto, molte aziende rallentano: uffici semi-vuoti, personale in ferie e team IT con organici ridotti. Da qui nasce una domanda frequente: gli hacker approfittano davvero delle vacanze estive per colpire?
La risposta è sì, ma con una precisazione importante. Non esistono evidenze che dimostrino un picco globale degli attacchi solo perché è agosto. Tuttavia, i cybercriminali sfruttano sistematicamente i periodi in cui le organizzazioni sono meno presidiate, aumentando le probabilità di successo.
Perché agosto è un periodo più rischioso?
Il problema non è il mese in sé, ma ciò che accade all’interno delle aziende:
- personale IT in ferie;
- tempi di risposta agli incidenti più lunghi;
- meno controlli operativi;
- maggiore utilizzo dello smart working;
- aggiornamenti e patch rimandati a settembre.
Per un attaccante, una finestra di alcune ore senza monitoraggio può fare la differenza tra un tentativo fallito e un’intrusione completata.

I dati confermano che la minaccia continua a crescere
Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli attacchi cyber gravi a livello mondiale sono aumentati del 49% rispetto all’anno precedente. L’Italia rappresenta addirittura il 9,6% degli incidenti gravi globali, un dato molto elevato rispetto al peso economico del nostro Paese.
Anche il Verizon Data Breach Investigations Report 2026 evidenzia un cambiamento significativo: oggi il 31% delle violazioni nasce dallo sfruttamento di vulnerabilità software, superando il furto di credenziali come principale punto di ingresso. Inoltre, il 48% dei data breach coinvolge ransomware, mentre gli attaccanti utilizzano sempre più strumenti basati sull’intelligenza artificiale per velocizzare le campagne offensive.
Cosa fanno gli hacker durante l’estate?
Le tecniche non cambiano, ma aumentano le possibilità che abbiano successo.
Le più comuni sono:
- phishing con email che simulano corrieri, fatture o comunicazioni aziendali;
- sfruttamento di VPN, firewall e server non aggiornati;
- ransomware che cifrano i dati aziendali;
- furto di credenziali tramite malware o pagine di login false;
- compromissione delle caselle email aziendali per realizzare frodi.
Gli attaccanti sanno che, durante il periodo estivo, una richiesta insolita potrebbe ricevere meno verifiche e che eventuali anomalie potrebbero essere individuate con ritardo.
Come ridurre il rischio prima delle ferie
Prima della pausa estiva è consigliabile eseguire alcune attività preventive:
- installare tutti gli aggiornamenti di sicurezza;
- verificare che backup e procedure di ripristino siano funzionanti;
- attivare l’autenticazione multifattore (MFA);
- monitorare i sistemi anche durante il periodo di ferie;
- definire un piano di gestione degli incidenti con referenti reperibili;
- sensibilizzare i dipendenti sui tentativi di phishing.
Molti incidenti informatici non derivano da sofisticate tecniche di hacking, ma da vulnerabilità già note o errori umani facilmente evitabili.
La sicurezza non va in vacanza
Aspettare settembre per occuparsi della cybersecurity significa lasciare un periodo di esposizione che può essere sfruttato dagli attaccanti.
Una verifica preventiva dell’infrastruttura IT, dei sistemi di backup e delle misure di monitoraggio consente di affrontare le ferie con maggiore tranquillità e ridurre sensibilmente il rischio di interruzioni operative.
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